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MUSICA ROCK E AMBIENTE

 

Foto 1: Deep Purple in concerto live al Kilburn State Gaumont in London (22 maggio 1974)


Tra le modalità di realizzazione di questo blog si è indicata la possibilità di abbinare ad ogni articolo un brano di musica rock. La domanda che viene naturale porsi è quanto la musica rock si sia in realtà occupata di ambiente.

Andiamo per gradi….

Come ‘boomer ho vissuto intensamente i cambiamenti sociali e la musica che hanno riguardato il periodo dal ’69 al ’78-‘80. La musica preferita includeva LP dei Deep Purple, Pink Floyd, Creedence Clearwater, Uriah Heep, Led Zeppelin, Genesis, Jethro Tull, Procol Harum, New Trolls, Eagles, Premiata Forneria Marconi, Le Orme, Fleetwood Mac per citare i più rilevanti. Cantautori come De ’Andre, Guccini e la Giannini hanno avuto anch’essi un posto d’onore nelle mie scelte senza tralasciare i mitici Battisti, Formula Tre, Vasco, Dalla ed altri ancora. Erano gli anni in cui in Europa le manifestazioni studentesche si univano a quelle dei lavoratori e in cui si respirava la necessità di cambiamento.

La musica rock nasce negli Stati Uniti all’incirca negli anni ‘50 e prende avvio da musiche quali il blues, il folk ed il Jazz. A partire dagli anni ’60, si contraddistingue per la presenza di tre elementi: chitarra elettrica, basso elettrico e batteria.  Numerosi sottogeneri si susseguono e coesistono per gran parte del periodo e tra di essi vale la pena citare il blues rock, il country rock, il rock psichedelico, il rock progressivo, il jazz rock, il roots rock, il glam rock, l’hard e il soft rock e l’heavy metal. Importante il contributo del punk rock a partire dagli anni ’70 e quelli del rock alternative, il grunge e l’indie rock.   Difficile individuare tra le band più note, band puriste che abbiano mantenuto lo stesso sottogenere nell’arco di tempo che le ha viste sulla scena.   Contestualmente o quasi si assiste alla nascita di controculture anticonformiste e anticonsumistiche che assumono lo stesso nome dei sottogeneri rock, accompagnando importanti cambiamenti sociali. A partire dai primi anni 2000, per la musica rock si avvia un lento declino che si prolungherà sino al 2010 quando l’hip hop prenderà il sopravvento diventando il genere più diffuso. Più avanti l’hip hop verrà a sua volta soppiantato da altri generi musicali.

Il punto che ci interessa affrontare è se in quegli anni l’Ambiente rientrasse tra i temi sociali d’interesse per la musica Rock. 

Il mio giudizio personale al riguardo è abbastanza netto: solo marginalmente, non costituendo una priorità. I temi sociali più scottanti erano rappresentati dall’autoritarismo e dallo scontro generazionale, dalla guerra fredda e invasione degli Usa in Vietnam, dalle tematiche sessuali e dalla parità nei diritti civili (uomini di colore/bianchi, donne/uomini) e dal miglioramento delle condizioni lavorative. Non c’era tempo per dedicarsi all’ambiente se non marginalmente. 

Eppure, i cambiamenti climatici e i disastri erano cominciati da tempo. Basti pensare che in Italia, in città come Torino e Milano, negli anni ’70 i livelli di biossido di zolfo e monossido di piombo erano di 50/100 volte superiori a quelli attuali. In quegli anni si verificano il disastro del Vajont (1963), le alluvioni di Firenze e Venezia, (1966) e l’alluvione in Piemonte (1968). In tema d’incendi in Calabria tra gli anni ‘70 e ‘80 si assiste alla desertificazione e disboscamento di gran parte del territorio montano nonostante la presenza di un corpo forestale di circa 10.000 unità. E si, in quegli anni, con 1 forestale ogni 190 abitanti, la Calabria vantava il primato mondiale regionale per numero di addetti alla tutela degli incendi mentre il povero Canada disponeva di 1 solo Ranger ogni 7.800 abitanti!!!!  I temi, quindi, non mancavano ma forse v’era una sottovalutazione degli impatti degli effetti climatici sulle differenze sociali.

A partire dagli anni ’80 con le grandi carestie in Africa (Sahel con oltre 1 milione di morti), le rivolte nel Bangladesh e le sue catastrofiche conseguenze e gli incidenti in alcune centrali nucleari (Chernobyl -1986) l’Ambiente comincia a destare una maggiore attenzione da parte dei gruppi rock e alcuni cantanti si impegnano attivamente dando il loro contributo musicale. Spesso l’attenzione si concentra sulla tematica del cemento e sul rischio di una catastrofe nucleare, nondimeno mancano esempi allargati ad altri campi quali la contaminazione dell’acqua e gli incendi. Negli anni successivi l’Ambiente viene trattato con una certa discontinuità, non si riesce a creare un comun denominatore tra gruppi musicali tale da poter far assumere all’ Ambiente un ruolo significativo.

Premesso questo potremmo allora chiederci quale sia il senso di accostare alla tematica ambientale la musica rock.

La risposta è nelle finalità del blog stesso, inteso come un esperimento e una proposta affinché la musica possa costituire uno strumento potente per trasmettere messaggi anche in campo ambientale portando tutte le generazioni a mettere in pratica comportamenti che ne preservino quanto meno l’attuale stato. La speranza è che quello che fu l’allora effetto rock sulle tematiche sociali possa essere ripetuto evitando di cadere nella comoda trappola del conformismo dove un uomo od uno stato possano stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato o, peggio ancora, più paesi decidano di omologarsi agli interessi/volontà di alcuni a prescindere dal reale pensiero delle popolazioni.

Gli abbinamenti musicali proposti sono frutto di uno studio accurato e in alcuni casi si attinge ad opere più recenti di solisti di ex-gruppi rock. L’augurio è che la proposta possa costituire anche da stimolo per tutti coloro che si definiscono appassionati/conoscitori di tale genere musicale affinché diventino parte attiva di quello che in fondo può definirsi un progetto innovativo di educazione ambientale. Commenti e collaborazioni sono benvenute, vi invito a scrivermi. Grazie!

Concludo suggerendo in abbinamento un brano musicale recente (ottobre ’23) quello di Atomic City degli U2, lanciato alla Sphere, un’arena a forma di planetario, in Nevada. Il brano musicale è il racconto iperbolico della Città di Las Vegas, a cui era stato attribuito il nome di città atomica per via dei numerosi test avvenuti a partire dagli anni ’50 e di cui rimane memorabile la foto del ’57 a Frenchman  Flat  dove un gruppo di 200 reporter assiste ad un’esplosione nucleare ad una distanza di 20 km. Nel 1963, dopo ben 900 test, il governo americano decise di fermare gli esperimenti in Nevada ma migliaia di persone risultarono esposte alle radiazioni e, solo trent’anni dopo, furono riconosciuti i primi risarcimenti per i tumori.

Foto 2 : Test Nucleari nel Nevada  Anni '60

Il paradosso è che all’epoca i test nucleari diventarono occasione di attrazione turistica con alberghi che avevano creato l’Atomic Cocktail con tour/serate per assistere alle esplosioni, Autorevoli quotidiani sostenevano d’altra parte che “il fallout non comportava pericolo”.  Erano gli anni in cui per contro i padri raccomandavano ai figli di non alzare la terra per paura di rimaner contaminati.

In tal senso a prescindere dalla canzone più o meno bella e dalla musica che sembra richiamare in alcune parti altre canzoni, di per sé il brano e i suoi riferimenti possono rappresentare un tentativo di “atomic song for everyone”, in cui l’energia prodotta dai test nucleari può essere riutilizzata per nuovi progetti di rinascita come luogo di libertà per underdog e perdenti, per angeli che hanno smesso di volare, per credenti e scettici. Un luogo dove si può ancora sognare “e ….

And if your dreams don’t scare you, they’re not big enough.

(se I tuoi sogni non ti spaventano, vuol dire che non sono abbastanza grandi)

 

La rivista Rolling Stones interpreta la scelta di Bono per Las Vegas indicando…che ha trasformato l’Oppenheimer’s deadly toy in un’attrazione turistica come il posto ideale per chi ha fame di vita. Gli isotopi radioattivi non decadono col tempo, ma diventano magicamente una forza benefica in un ribaltamento di prospettiva. Canta che è pronto a gettarsi nella mischia, che scommette sul futuro, che la “libertà è contagiosa”, che “l’amore è Dio e Dio è amore” Solo uno come Bono poteva andare a cercare amore e vita là dove la Guerra Fredda ha creato sofferenza, lì fra le radiazioni di Atomic City. (“La storia di ‘Atomic City’ degli U2 è una bomba (nucleare)”) Clicca qui sotto x vedere il video degli U2 su Youtube

Buon ascolto!

Atomic City by U2



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